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日志


3月13日

E' giunta l'ora

Diario del Capitano. Data 13/03/07.
 
E' un po' che non scrivo qualcosa, ma ho talmente tanto da fare, che onestamente non so nemmeno cosa scrivere di interessante.
Una cosa però la voglio dire: sto perdendo il GiGi. Sarà l'età, sarà l'incapacità, ma fatto sta che c'è sempre meno gente. Lasciamo pure che uno abbia la serata no, che ci siano epidemie di colera, che la grande possibilità di movimento dei tempi moderni porti le persone ad anni luce di distanza, che le scuole di oggi subbissino in maniera spropositata di compiti a casa i ragazzi, ma i giovani del GiGi li vedo sempre meno. In primis i maschi, che praticamente non vedo più, tranne qualcuno perchè prende lo stesso treno o frequenta lo stesso negozio, e poi le ragazze, che stanno diventando rare apparizioni mistiche a frequenza alternata. Probabilmente è colpa mia, del mio scoramento, del fatto che, vedendo sempre meno gente nonostante i molteplici e variegati inviti, ho gettato la spugna e non me ne frega più nulla.
A dire la verità mi dispiace, e parecchio anche, che questo sia il secondo GiGi che non riesce a camminare alla pari, a fare gruppo, a essere unito. Qualcuno da la colpa al salto generazionale, qualcuno dice che "prima o poi il ciclo si chiude e ne inizia un altro", ma comunque resta la grande delusione di vedere le persone passarti davanti e ignorarti, in senso metaforico ovviamente. Purtroppo so perfettamente di non essere nemmeno lontanamente interessante quanto una partita del "bel calcio", e nemmeno quanto una affascinante puntata di un serial tv, ma che ci volete fare? Mi auguro che qualcuno un giorno si ricordi di uno che ci ha provato, e che forse può dispensare ancora qualche buon consiglio, oppure qualche buona parola, e che lo vada a trovare.
 
Vista l'aria che tira in questo intervento, comunico ufficialmente che il mio mandato di accolito è terminato domenica scorsa, e, a meno di clamorosi eventi, non sarà rinnovato. Nel tempo che trascorrerà da domenica scorsa all'effettivo termine "burocratico" del mandato, posso ancora esercitare le funzioni, e lo farò, ma onestamente non vedò l'ora che tutto finisca. Questo perchè stavolta l'uomo nero me ne ha detta una troppo grossa, che non mando giù. Ancora non lo sa, ma o glielo diranno le voci, o glielo dirò io al momento meno opportuno. Visto che probabilmente non sono capace, o degno, di mantenere gli impegni di questo mandato, ho deciso che, a malincuore, posso e devo ritirarmi. L'augurio è che perlomeno l'uomo nero capisca cosa o dove ha sbagliato, e lo dovrà capire da solo, perchè non voglio scuse, ma cambiamenti.
Se qualcuno mi dirà che sono ammattito, che sbaglio o che rinnego chi mi ha fatto del bene, rispondo che ho promesso di smettere di vivere sottotono, che è ora che quel bastardo che sono faccia veramente capire di cosa è capace, nel modo a lui più congeniale: dicendo la verità. Anche e soprattutto a coloro che non la vogliono sentire, o a cui fa male sentirsela dire. Ho deciso che, in dosi accettabili, mi libererò di tutto ciò che porto dentro, di buono e di cattivo, preoccupandomi, per la prima volta nella mia vita, non di come si sentirà l'altro, ma di come mi sentirò io.
Mi scuso in anticipo, ma è ora di vivere nel mondo reale.
 
Tutto il resto è storia, storia dei tempi passati che non tornano più...
 
Alla prox.
 
Capt. W.T. (forse capitano ancora per poco)
3月2日

A voi giovani

A voi, cari giovani, qui presenti, rivolgo ora il mio cordiale saluto. Come ho detto più volte in questi anni, voi siete la mia speranza, voi siete la speranza della Chiesa, la speranza di una società nuova.

Vedete chiaramente il disordine della società e condannate senza mezzi termini ogni forma di male e di disonestà. Col vostro entusiasmo giovanile, direi primaverile, gridate il diritto alla giustizia, al rispetto di ogni persona, allo studio, al lavoro, alla casa e a vivere nel vero amore. Con altrettanto entusiasmo, cari giovani, impegnatevi, sostenuti dall’aiuto che viene da Dio e dalla Sua grazia, a testimoniare con la vostra vita, col vostro comportamento, ogni giorno e ogni momento, quali sono i valori in cui credete e per i quali, con responsabilità e gioia, vi impegnate. Io vi sono vicino e di cuore vi benedico.

Giovanni Paolo II