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日志


6月18日

Sposati!

Diario del Capitano. Data 18/06/07
 
Ieri tutto si è compiuto: la Roberta, con un immenso abito blu ha sposato Roberto, in giacca e cravatta (lui che disse: io non indosserò mai la cravatta!)
Noi tutti gli facciamo i migliori auguri, ma anche i più grandi scherzi. Infatti gliene abbiamo combinate di tutti i colori, e ancora non è finita...
Ma andiamo con ordine:
Sabato notte abbiamo scalato montagne e arrampicato pali per attaccare ovunque foto che ritraevano Roberto nelle pose più ignobili e scritte di ogni genere. Peccato che i due sposini fossero perfettamente svegli e abbiano visto quasi tutto in anticipo. Il tocco artistico sono stati due striscioni, poi diventato praticamente uno per l'ignoranza e l'ipocrisia dei miei compaesani, con la frase "Da oggi sarete ognuno la porta dell'altro..." sul primo e "... così potrete sbattervi quando vi pare!!!" sul secondo. Striscioni con le misure di 80x600 cm l'uno. Poi si è fatto giorno e alle 10:30 tutti erano invitati al rito del loro matrimonio in chiesa. All'arrivo sello sposo, sul Wrangler scappottato del Tony, applausi e saluti. Quando mi sono avvicinato a Roberto per gli auguri, lui mi ha salutato con un caloroso "Questa me la pagate...". Dopo lo sposo sono arrivate le damigelle (o damigiane che dir si voglia), nelle fatispecie la Nora, la Micky, la Silvia (miss Io ti faccio da estetista e basta!) e la cugina della Silvia, che poi è la stessa che abbiamo incontrato al ritorno dall'addio al celibato, e della quale non ricordavo il nome, che mi hanno detto chiamarsi Gio. Infine ecco la sposa! Dalla macchina di Bertino (Babbo di Teo), con Teo alla guida, scende (a fatica) la Roberta, aiutata dal marito, nel fantastico abito blu di prima. E finalmente, dopo le foto di rito, si entra. O perlomeno tutti entrano tranne quelli che fanno gli scherzi fuori.
Il parroco era presente, anche se incondizioni di salute non tanto buone, e quindi io facevo, assieme ad un altro ministro, sia da aiuto al prete, sia da suggeritore agli sposi. Il momento clou della messa non è stato tanto lo scambio degli anelli, dove Roberto ha tentato di infilare l'anello della Roberta a lei stessa invece del suo, mentre la Roby ha avuto seri problemi di misura con il suo anello per Roberto, ma il momento della consacrazione, quando gli sposi di inginocchiano. In quel momento Roberto quarda me e ride, io guardo lui e rido. La Roberta guarda me e mi chiede cosa avessimo da ridere, io gli dico nulla. La Roberta guarda Roberto e chi chiede perchè ride, e lui candidamente risponde che sotto le scarpe aveva scritto "Aiuto". La Roby trattiene l'istinto omicida, guarda me, e sempre con lo sguardo dice "Che simpatiche merde che siete". Intanto da fuori dalla chiesa provenivano rumori tipo cantiere edile...
All'uscita dalla chiesa, dopo le foto di rito, iniziano i festeggiamenti. E iniziano con il riso. Che oltre ad essere lanciato a mano, è stato lanciato anche con un "mitragliatore" (un soffione per le foglie appositamente modificato), che ha infilato il riso anche in parti del corpo che gli sposini non sapevano di avere. Poi c'è stato il lancio del bouquet, anzi dei bouquet. Sì, perchè le donne facevano a gara per prendere i fiori lanciati dalla sposa, mentre noi uomini facevamo a botte per prendere le banane lanciate dallo sposo. Infine via verso il ristorante, ma a bordo lei di un carretto addobbato per l'occasione e trainato da lui, con tanto di orecchie da asino e condotto da lei a suon i bastone e carota. La clemenza ha voluto far fare loro solo pochi metri e poi prendere la macchina (io non ero per la clemenza). Al ristorante, tra cori e brindisi, abbiamo regalato a tutti i seguenti spettacoli: un test di affinità di coppia, del quale omettiamo il risultato, il lancio della giarrettiera della sposa e della mutanda dello sposo, con tanto di spogliarello alla 9 settimane e mezzo, l'ultima sega fatta con la variante di una cassa contenente 20-25000 monetine da 1 e 2 centesimi (330 euro) al posto del tronco, la rovinosa caduta di una finta torta nunziale, e infine lo spettacolo di un rapper, con al collo un cerchio in lega da 15" di una Alfa Romeo apposisamente dorato, e due puttanoni (in ordine Alex, Jhonny, Tony), truccati e parruccati a meraviglia. Tutto avvolto da musica e balli per tutte le età.
Successo e divertimento sono stati grandiosi. Nulla da aggiungere.
La serata poi è finita con tutti al bar da Teo, tranne Alberto e la Silvia, andati via prima, e me, distrutto.
Insomma, una cerimonia e una festa degni del più grande degli eventi, e resa come tale.
Auguri di tutto cuore, Roby e Roby.
 
Tutto il resto è storia, storia dei tempi passati che non tornano più...
 
Alla prox.
 
W.T.
6月11日

La botta continua...

Diario del Capitano. Data 11/06/07
 
F.
I.
G.
A.
 
In quattro brevi frasi da una lettera ecco riassunta la serata di sabato sera per la prosecuzione dell'addio al celibato di Roberto. Ma andiamo con ordine.
Cena al Bar Sole (da rifare con altri perchè ottima) con Roberto, me, Teo, Alex, Jhonny, Tony, Davide (Renzo o Uzzo) e Diego (Mula), amici sanmarinesi di Berto. Alby non ce l'ha fatta a venire, e ci dispiace. Dopo la cena (e l'averci personalmente rimesso una SD da 256 MB con foto compromettenti), abbiamo salutato Davide e Diego e ci siamo diretti al Pepenero, classica meta di addii al celibato. L'unica pecca è stata che c'era in programma anche uno spettacolino per Roberto, ma tra il rompicoglioni ubricaco e il DJ un tantino lascivo, è saltato. Quindi da buoni amici quali siamo, dopo aver visto tanta fica, non potevamo lasciare Berto a bocca asciutta. Quindi ci siamo affidati all'esperienza di Teo, che in quanto a conoscenza delle peperine non ha rivali, e abbiamo offerto un privee a Roberto. Era un po' scocciato quando è salito su per le scale con la raccomandata di Teo (18 anni appena compiuti), ma è tornato con il sorriso sulle labbra e le mani in tasca...  "Diciotto anni appena compiuti? Ma dove??? E' un putanun!" E' stato il commento che ha risollevato la serata. Non sappiamo cosa abbia fatto con l'artista, o meglio lo sappiamo ma è meglio che la moglie lo sappia da lui... (non ti preoccupare Berto che con quello che ci hai pagati per il silenzio, qualunque cosa dirai noi la confermeremo). Faccio solo presente che aveva indosso la tuta arancio, quindi, calata la zip, rimaneva in mutande.
Dopo la serata, e aver recuperato per l'ennensima volta Teo (è sparito per buona parte della serata, ma non sappiamo ne dove ne con chi...), ci siamo diretti dalla ormai famosa Graziella per la colazione. Arrivati al bar abbiamo incontrato anche le donne (Roberta la sposa, Micky, Nora, più una che mi sembrava di conoscere ma di cui non ricordo il nome) di ritorno anche loro dall'addio al nubilato. Foto commemorativa fatta con grande impegno dalla Graziella, gara a chi aveva ideato i costumi e le attrezzature di scena più divertenti (modestamente vinta da noi uomini), colazione, e poi tutti a nanna, tranne Alex che ha voluto rifarsi di venerdì e, appena tornato a casa, si è cambiato, ha preso la bici, e si è fatto andata e ritorno da Montebello (40 KM circa). Gli abbiamo consigliato degli ottimi specialisti, ma non sono riusciti nell'intento di rinsavirlo mentalmente.
Tutto sommato è stato un fine settimana a urlo, anche se potevamo dare di più. E anche farcela dare di più. Cmq terremo a memoria questa esperienza e potremo correggere gli errori al prossimo addio al celibato. Non si sa quando, ma siamo fiduciosi. Altrimenti accoglieremo volentieri la proposta di Jhonny, che ha detto: "Il prossimo anno mi sposo io. Per finta, ma abbiamo una scusa per un nuovo addio al celibato".
 
Tutto il resto è storia, storia dei tempi passati che non tornano più...
 
Alla prox.
 
W.T.
 
6月9日

Che botta!

Diario del Capitano. Data 09/06/07
 
Uno spettacolo degno sei migliori cinema! Veramente!
Ma andiamo con ordine, almeno per quello che ricordo...
Tra aggiustamenti dell'ultimo momento, carico delle biciclette sullo Scudo (che poi vi spiego a cosa servivano), doccia e roba varia, ci si vede al bar da Teo alle 22 e finalmente inizia la tanto bramata cena. Nell'attesa Teo aveva preparato i suoi mitici cocktail (intrugli a base alcolica per dire la verità) e quindi via a LITRI a bere, e soprattutto a far bere Roberto, già durante la cena. Verso le 23 circa inizia il programma vero e proprio dell'addio al celibato:
1) Vestizione: lo abbiamo vestito, senza che lui potesse vedere ciò che indossava, con tuta aracione modello carcerato del braccio della morte, con davanti scritto "Roberto" e un codice a barre con la data del suo matrimonio, e dietro "Condannato a sposarsi" con un cartello di "Divieto di gnocca" che modestamente era un'opera d'arte.
2) Catene: come ogni condannato che si rispetti non potevano mancare palla di ferro al piede, con annessa foto della moglie, manette, e catena che legava piedi e mani fra di loro.
3) Guardie carcerarie: io, Alex, Teo e Jhonny abbiamo poi indossato le "divise" con davanti stampato lo stemma delle guardie carcerarie di Alcatraz e con dietro scritto "Tanto tua moglie ce la trombiamo noi"
4) Trasferimento: io ho portato davanti al bar lo Scudo, mentre le altre guadie costringevano il condannato a salirvi dietro (lo hanno letteralmente buttato dentro assieme alle bici), dopodichè uno di noi è andato con lui dietro e gli altri tre, con me alla guida, sono saliti davanti, e tutti siamo partiti verso il Marano, luogo noto per i locali e l'affollamento.
Cosciente di viaggiare in barba a parecchie norme del codice della strada (mezzo aziendale che non poteva girare in quegli orari, trasporto persone vietato in zona di carico del mezzo, tasso alcolico oltre il limite, con l'aggravante del trasporto di ultreriore alcol da consumo, trasporto di armi giocattolo con tappo rosso di riconoscimento occultato, sosta in prossimità di prostitute), per le quali la mia patente si sarebbe incendiata al solo vedere una pattuglia, arriviamo, tra cori e cuba libre, al parcheggio del Marano, perchè a quello del Beach Paradise non ci hanno fatti entrare (pieno). La scena della discesa dallo Scudo è stata da Oscar: inizia a scendere da dietro Jhonny, con sguardo da duro e pistola in mano. Si guarda attorno, e poi fa cenno agli altri di scendere, al che escono Alex e Teo con a braccetto Roberto. Io chiudo in coda il gruppo. I primi spettatori non hanno capito quello che stava succedendo fino a che non hanno letto il retro dei vestiti, al che oltre alle risa, si sono messi a "consolare" Roberto. Trattando Roberto da vero carcerato (pugni, calci, strattoni, ecc...) e costringendolo a trascinare la palla al piede, siamo arrivati in strada. Anche qui scenetta: uno avanti a fermare le macchine, due a trascinare e strattonare Roberto, che ovviamente era impedito nei movimenti da tutte le catene, e uno a chiudere il gruppo. Descrivere le faccie delle persone dentro alle macchine è impossibile, ma vi assicuro che passavano dallo sconcerto alla compassione alla risata, a seconda del lato dei vestiti che leggevano. Cammina cammina, picchia picchia, insulta insulta, arriviamo al Gasoline, non prima che Roberto chieda aiuto ad un agente di Polizia Municipale che era di pattuglia davanti al Gasoline: resosi conto della situazione è stato gentilmente al gioco, ha scambiato due battute con Berto e poi lo abbiamo lasciato al suo servizio (nella speranza che non ci fermasse al ritorno). Entrati al Gasoline, oltre a far scena e cercare di far dar da bere a Roberto dalle ragazze presenti (che se la tiravano in maniera assurda e devo dire che è stato molto più simpatico l'agente di Municipale che le ragazze presenti, ma si sa, tra uomini ci capiamo, mentre le donne ovviamente non arrivandoci per genetica, se la tirano e basta), abbiamo visto una cubista ballare ed è ci si è presentata l'occasione di mettere in pratica il piano tanto atteso. Quindi Alex va dalla cubista, le spiega a situazione, le consegna la chiave del lucchetto della catena che teneva legati mani e piedi tra loro, arrapandosi alla vista di dove la nascondeva, e le ha lasciato carta bianca sul cosa dovesse fare Roberto per averla (la chiave). Dopo un po' di cazzeggio e insulti, trovando anche tempo di infilare Roberto nel bidone fuori dal Gasoline, che si è poi vendicato con Alex lasciando una "mancia" di 7 euro alla tipa del Tunderball con i soldi di Alex, al ritorno della cubista dall'ora d'aria, Berto si fa avanti per chiedere la chiave. Legato com'era ha dovuto bere uno shortino e poi fare flessioni, 10 flessioni. Al che si è unita alla scenetta anche la barista, che voleva far ripensare Roberto sul fatto di sposarsi (e vedendo la barista io un piccolo ripensamento l'avrei avuto), che gli ha fatto fare un'altro giretto di bevuta e flessioni, nonchè, su proposta di Teo, addominali e shortino. Potendo bastare così, la cubista (con accanto probabilmente il fidanzato, un buttafuori modello armadio sei ante e cassettiera a due stagioni) ha sfilato la chiave dal reggiseno (Teo avrebbe preferito dal perizoma) e ha slegato Berto, tenendosi poi il lucchetto agganciato al reggiseno. Foto di rito e ritorno al parcheggio per prendere le bici. Destinazione Rock Island, ma visto che era chiuso, Kiosco, con varie soste previste per fare rifornimento. In realtà si sarebbe dovuto svolgere il torneo di "Le dieci fatiche di Ercole" ossia pedalata con dieci soste alcoliche, ma viste le condizioni dei partecipanti, già alla partenza piegati, è diventata una sfilata di coglionazzi in bici con soste alcoliche. Bella è stata la sosta al Red Devil, dove il gestore ci ha chiesto di fare uno scambio di maglietta, in modo da poter appendere una delle nostre nel locale, assieme alle altre della collezione: proposta accettata. Appena possibile noi gli portiamo una delle nostre e lui ci da una maglietta del Red Devil. Arrivati al Kiosco in condizioni penose, abbiamo incontrato un addio al nubilato. Peccato che la sposa fosse un cestino (o catenaccio se vogliamo, per non dire cesso) e che una colonna in granito fosse più socievole di tutto il gruppo messo assieme. Vista l'ora (3:30) e la gente, abbiamo proseguito fino al Rose & Crown, dove, aiutati dal quantitativo industriale di alcol nelle vene, abbiamo intavolato una amichevole e allegra discussione con dei turisti londinesi (ragazzi ovviamente, perchè se erano donne vale il discorso fatto prima), anche loro abbastanza in là, come loro tradizione. Finito di mangiare e bere, soprattutto bere, ed essendo le 4 passate, abbiamo optato per il ritorno, con sosta forzata al Kiosco perchè Teo ha incontrato degli amici. Un ritorno degno della più grande sfida Coppi-Bartali: lanciati a più non posso con biciclette da sfascio siamo tornati al parcheggio del Marano in tempo record. E una volta arrivati il gruppo ha dato il meglio di se. Io, l'unico semilucido, a caricare le bici (stronzi), Alex, dopo un breve aiuto a caricarle, ha iniziato a cercare con lo sguardo tra le poche stelle ancora rimaste nel cielo quasi chiaro una cosa che solo lui sapeva, gli altri si sono rugalati nell'umido parcheggio infangato, ridendo come deficienti. Alle 5:45, dopo aver spiegato a Teo che la transenna del parcheggio non ci stava nello Scudo, e che quindi non potevamo portarla a casa, siamo partiti con Roberto e Teo dietro e gli altri davanti. Date le condizioni ambientali del vano dietro, ci sono stati un po' di cambi, e alla fine dietro sono andati Alex e Jhonny. Era tutto un "ferma ferma" perchè volevano aprire le porte dal caldo insopportabile, poi, davanti alle Befane, improvvisando una sosta di emergenza, Alex ha aperto il portellone laterale e ha deciso che era giunto il momento di aiutare gli operai dell'Hera ad innaffiare e concimare il verde pubblico con tutto quello che aveva bevuto fino ad allora, e non ancora digerito. Non contento, ha voluto mettere alla prova anche il reparto pulizie stradali dell'Hera, e quindi al primo semaforo rosso ha lasciato dell'altro alcol indigesto sull'asfalto, per vedere se i mezzi di pulizia stradale passavano anche da lì. Arrivati alla piazzetta di Santa, Alex ha finito di tirare fuori quello che più gli stava sullo stomaco in quel momento e Roberto, da buon amico qual'è, gli ha fatto compagnia. Fortunatamente il mio sistema gastro-intestinale ha retto a tale spettacolo e mi ha permesso invece di fare colazione al bar, chiaccherando con la Graziella (mamma di Teo). Tralasciando sul come i singoli siano arrivati a casa, e soprattutto in che condizioni (Alex sembrava un redivivo, zombie in inglese), alle 7:30 mi sono infilato nel letto, alzandomi a mezzodì per salutare Roberto, il quale aveva dormito a casa mia, e ora la moglie lo era venuto a riprendere.
E STASERA SI CONTINUAAAAA......
 
Tutto il resto è storia, storia dei tempi passati che non tornano più...
 
A Domani.
 
W.T.
6月8日

Pronti....Via!

Diario del Capitano. Data 08/06/07.
 
"Al mio segnale, alzate il bicchiere!"
Siamo infatti pronti, tranne per gli ultimi dettagli da rifinire, per il secondo addio al celibato di Roberto, l'unico folle uomo da sposarsi due volte con la stessa donna! Tralasciando sulla sua insanità mentale, noi suoi cari amici gli abbiamo organizzato due sere in cui potrà riflettere su quello che sta facendo, anche perchè ormai fermarlo è purtroppo impossibile. Il programma non ve lo posso anticipare perchè se lo legge ci freghiamo l'effetto sorpresa, ma vi assicuro che sarà una prova di resistenza con alti effetti speciali e costumi, con colpi di scena e comparse improvvise. D'altronde il primo fautore sono io, assieme ad Alex, e quindi megalomania e bastardaggine sono garantiti. Devo solo ultimare qualche effetto speciale e i trofei per l'impresa titanica che andremo a condurre, ma dovrei farcela per stasera. E per esserne sicuro, comincio adesso.
 
Tutto il resto è storia, storia dei tempi passati che non tornano più...
 
Alla prox.
 
W.T.